domenica 28 aprile 2013
Amore, senza ricordo
La totale leggerezza del puro esserci è gravata dal forte peso dell’Amore che lei stessa è, leggerezza più che sostenibile sostenente l’intero mondo esperienziale e l’universo ivi compreso, leggerezza che potrebbe sembrare un peso se paragonata all’assenza di esperienza dell’Eterno Sua Origine, comparazione impossibile essendo ogni confronto esperienziale. Insostenibile dovrebbe essere la sofferenza, vero peso che rende grave la vita, eppure l’afflizione è ben sostenuta dall’umanità quasi intera, assuefatta alla diUmanità,mancanza di Umanità, abituata all’afflizione, amnesia d’Amore. Perennemente senza ricordo, l’Amore. www.andreapangos.it
Amore, rapporto di coppia, gelosia
L’Amore non conosce gelosia
L’idea che la gelosia sia un sintomo d’Amore è una delle “false verità” più fuorvianti per il rapporto di coppia. La gelosia non riguarda un sentimento di Amore (anche perché l’Amore non è un sentimento), la gelosia impedisce l’Amore. Se la gelosia fosse veramente un modo di Amare, molte coppie sarebbero sulla via della Felicità, mentre, in genere, sono sulla croce della sofferenza.
Se la gelosia fosse Amore, Amare immensamente significherebbe essere immensamente gelosi, e in questo caso anche il delitto passionale sarebbe da considerare un gesto di Amore.
La gelosia è collegata all’Amore, non nel senso che è un segno d’Amore, ma perché come ogni esperienza deriva dall’Amore esperienza primaria. La gelosia è sofferenza, espressione distorta dell’Amore, pertanto, il rapporto caratterizzato dalla gelosia non può che essere distorto, falsato. La gelosia allontana dall’Amore: più le emozioni sono distruttive, maggiore è la “scissione” tra “amante” e “amato”; quando si Ama, l’amato e l’amante compaiono nell’Uno Amore, senza separazione, senza differenziazione esperienziale.
La gelosia fa parte dell’abisso della reattività emotiva, nel regno dell’inconsapevolezza, in cui molti schiavi della mente distruttiva, inconsapevoli della loro meccanicità, pensano di essere re, magari perché illusi di essere speciali per via della loro caratterialità.
La gelosia può essere comprensibile, ma è comunque inappropriata. La negatività non può produrre soluzioni saldamente positive: la gelosia favorisce un complesso meccanismo di emozioni e idee distruttive, che impedisce l’Umanizzazione del singolo e del rapporto. Come ci si dovrebbe comportare? In modo da Amare!
Molto probabilmente, chi non vuole, o meglio non può, iniziare a guarire dalla gelosia la giustificherà e non condividerà questi concetti, anche perché è molto più facile giustificare un fenomeno negativo (soprattutto se schiavi del pensiero bianco-nero si evita la strada delle argomentazioni), che agire in modo da liberarsene. In verità, la gelosia non è mai veramente giustificabile, positiva.
La gelosia è una patologia
Per liberarsi dalla gelosia bisogna vederla come patologia, come ostacolo per l’Amore: credendo che sia un sentimento di Amore non possiamo nemmeno iniziare a liberarci da questa carceriera, scambiata per alleata. Come può essere positivo un fenomeno che nella sua espressione più esasperata può portare a togliere la vita?! Un elemento positivo non può realizzare un delitto passionale. La gelosia è un’emozione non soltanto distruttiva, è un’emozione potenzialmente assassina; peggio di così...!
Interpretati nel modo giusto gli avvenimenti possono esserci d’insegnamento: la sofferenza che caratterizza la vita della stragrande maggioranza dell’umanità dovrebbe significarci che le lezioni della vita sono colte in modo perlopiù sbagliato. L’insegnamento che dovremmo trarre dalla gelosia è: siamo posseduti da una malattia, dobbiamo liberarcene il prima possibile, definitivamente.
La gelosia è spesso suddivisa in normale e patologica, classificazione lecita da un certo punto di vista, per differenziare il grado di gelosia e dalle devianze che ne conseguono, ma fuorviante se osservata dalla prospettiva della Salute esperienziale (Amore), anche perché può favorire l’abbaglio che la gelosia possa essere sana e, pertanto, andrebbe accettata come naturale. La gelosia è naturale (tutto ciò che accade fa parte della natura), ma non Naturale: la Naturalezza esige l’Amore. Gli standard di salute emotiva andrebbero basati sull’Amore, Salute esperienziale e unica esperienza Naturale. Basandoli su fenomeni insani, come la gelosia, si creano standard malati da seguire come indicazioni per la salute.
Piccole dosi di gelosia non andrebbero viste come elemento sano del rapporto di coppia, come pensano alcuni, anche se in un rapporto patologico la malattia può sembrare benefica; quantità minime del veleno gelosia non lo rendono antidoto. La gelosia può produrre sensazioni seducenti, ma rappresenta un approccio negativo all’eros. In un rapporto ordinario la gelosia può sembrare far bene, perché può equilibrare un quadro clinico malato. La gelosia può rendere particolare l’equilibrismo, non favorire l’Equilibrio, possibile solo con l’Amore. L’antidoto più potente per la gelosia non si trova nel mondo del duale, né negli opposti né nei simili: il vero antidoto è l’Amore, il non duale.
Giocare con la gelosia significa giocare con la negatività, non possiamo poi lamentarci se la vita ci presenta il conto di un rapporto di coppia insoddisfacente, in deficit. Provocando gelosia la invitiamo nella nostra vita. Il partner abituato a essere stimolato da nostri atteggiamenti di gelosia potrà, per esempio, cercare di ingelosirci per riprovare lo stato a cui si è piacevolmente abituato; per rendere più intenso il gioco potrebbe anche “tradire”. Le impressioni che creiamo in noi si aggregano per similitudine fino a diventare delle entità interiori che, in determinate condizioni, salgono alla ribalta possedendoci, creando circostanze idonee alla loro nutrizione: producendo gelosia ci imprigioniamo nella parte oscura del rapporto. La gelosia produce costrizione, l’Amore è Libertà.
Chi ha bisogno della gelosia per ravvivare un rapporto, per essere più seducente, per accendere la vita sessuale, farebbe bene a chiedersi perché è arrivato al punto di manipolare, usando un’emozione negativa, per ovviare a una situazione negativa. Dovrebbe, inoltre, cercare soluzioni positive: maturando la sessualità, migliorando la comunicazione, sviluppando i propri principi maschili e femminili, evolvendo l’attrazione di coppia (senza l’uso della gelosia o di altri fenomeni negativi)... Giocare con la gelosia e subirne il fascino ha comunque un aspetto positivo, è un’indicazione chiara che bisogna intraprendere un percorso di guarigione dal proprio disordine emotivo.
Provare gelosia può essere visto come dimostrazione di attenzione verso il partner, del fatto che ci teniamo al rapporto. L’attenzione sana è però un’espressione di elementi positivi, non può includere elementi insani. La gelosia è definita anche reazione alla paura di perdere l’amato, ma perché ci sia qualcuno da Amare, ci deve essere qualcuno che Ama: senza Amare non possiamo, appunto, Amare, e l’Amore è senza paura: è possibile Amare ciò che abbiamo paura di perdere?
Forme di gelosia ufficialmente patologiche
Dalla prospettiva dell’Amore, la gelosia è sempre patologica, mentre dal punto di vista medico lo è nei casi di gelosia ossessiva, di sindrome di Mairet e di Otello.
La gelosia ossessiva si ha in presenza di idee ossessionanti sui tradimenti del partner. La persona gelosa in modo ossessivo controlla assiduamente il partner e lo interroga per scoprire la verità o presunta tale. Si rende spesso conto che i suoi sospetti sull’infedeltà sono infondati, senza però riuscire liberarsi dal proprio tormento.
La sindrome di Mairet si ha quando il vissuto della persona è intriso di idee sulla gelosia, tanto che la gelosia diventa una vera e propria necessità di vita, anche nel senso che il campo delle esperienze è condizionato dalla gelosia come emozione di fondo.
La persona affetta dalla sindrome di Otello è certo dell’infedeltà del partner, a prescindere dalla verità. Trova, non solo cerca, costantemente prove di infedeltà. Per ottenere conferma dei suoi indizi-prova, cerca di estorcere al partner confessioni in tal senso. Se le circostanze economiche lo permettono, può anche assoldare investigatori per produrre ulteriori indizi e prove dell’infedeltà del partner. Per ottenere i suoi scopi può usare il ricatto, l’intimidazione e arrivare alla violenza fisica. La conferma da parte del partner, anche per un tradimento non commesso, diventa per l’inquirente ossessionato una specie di medicina che lo libera, ma anche un ulteriore fondamento di future persecuzioni.
In tutti i tre i casi, con gravità diverse, la malattia di uno è anche la patologia dell’altro: sono complici nel perpetuare un meccanismo malato. Il partner che subisce la gelosia altrui (e questo non solo nel caso di forme patologiche di gelosia) dovrebbe interrompere il circolo vizioso, aiutando l’altro a guarire, senza però subirlo. Per questo è importante che superi eventuali sensi di colpa e si liberi del ruolo di vittima. Deve perciò guarire se stesso, soprattutto consapevolizzandosi e liberandosi dai meccanismi e dalle condizioni che lo obbligano a sopportare la persecuzione.
In alcuni casi, l’unica soluzione possibile è la fine del rapporto, una vita sana è certo meglio di un rapporto malato. Interrompere il rapporto a causa di una patologia del genere non è una questione di egoismo, ma di rispetto della vita e del bisogno di individualizzazione: è assurdo farsi macellare da chi si sta rovinando senza fare nulla di concreto per guarire.
Alcuni addirittura si vantano di essere gelosi, sono orgogliosi della propria gelosia, la credono atto di Amore oppure segno di maschilità, femminilità. Farebbero bene a consapevolizzare che maturare i principi maschili e femminili implica la maturazione della consapevolezza, pertanto la liberazione da tutte le emozioni negative. La gelosia è per molti l’afrodisiaco ideale per l’autoinnamoramento nel proprio immaginarsi, una sostanza necessaria per tenere in piedi il loro dramma vitale. Abbagliati dall’idea di essere gelosi, non possono scorgere che sono possessi dalla gelosia: non sono loro ad avere la gelosia, è la gelosia ad avere loro. Essere gelosi significa subire la gelosia, anche quando la si usa per ravvivare il rapporto si è succubi del bisogno di elementi negativi per ottenere ill risultato desiderato. Chi è orgoglioso di essere geloso o che il partner sia geloso, è fiero di subire e fomentare un fenomeno negativo. Sarebbe sano essere orgogliosi di aver subito dieci reti, o peggio ancora, di aver provocato dieci autoreti?!
Gelosia, morale ed etica
La gelosia può essere morale, oltre che mortale, ma mai etica. Può essere accettata dal costume collettivo, perché si incastra bene nel basso grado di qualità esperienziale collettiva, una specie di mal comune che fa mezzo gaudio; osservando sinceramente, il mal comune è sempre un mal comune, che può essere gaudio in caso di masochismo.
Considerando la morale come come consuetudine di norme comportamentali accettate dalla collettività, la gelosia può essere considerata morale. La questione è che la collettività è ben lontana da processi comportamentali sani, favorenti individualizzazioni di qualità. In questo senso, i principi etici sono lontani parenti delle norme etiche.
A differenza della morale, l’etica non definisce ciò che si può fare, ma cosa si dovrebbe fare per favorire il bene, pertanto l’autoRealizzazione, scopo sostanziale di ogni essere umano. Come ogni emozione negativa, la gelosia è un impedimento per l’autoRealizzazione, anche perché correlata con tutta una serie di emozioni negative: paure, invidia, ansia, rabbia, frustrazione, odio, senso di vendetta, senso di colpa (perché siamo gelosi o abbiamo provocato la gelosia altrui)...
Guarire dalla gelosia
Il rapporto di coppia può produrre le condizioni affinché la gelosia si esprima o meno, ma finché non ce ne liberiamo, la gelosia esiste in noi; è proprio il nucleo della gelosia insita nei due partner a muoversi per produrre eventi che le permettono di darsi forma esteriore. Il lavoro di liberazione dalla gelosia non è tanto un processo di coppia, è soprattutto un lavoro interiore, un segmento del processo di autoRealizzazione. La gelosia è una nostra proiezione insana che andrebbe curata, trasformandola in Amore, per far apparire il partner e il rapporto di coppia in un ambito di Amore.
Il rapporto di coppia che percepiamo è sempre un nostro fatto interiore: ciò che sperimentiamo come rapporto di coppia e partner, non è il rapporto di coppia o il partner, ma sono forme prodotte dalla nostra percezione, nostre proiezioni, elementi interiori. Riflettere consapevolmente su questo può aiutare a comprendere più a fondo l’importanza del lavoro interiore, che consiste sostanzialmente nella liberazione da ciò che non siamo (in sostanza dalla sofferenza), nella consapevolizzazione di ciò che siamo (in sostanza Amore e Origine dell’Amore), nella maturazione di ciò che possiamo essere (realizzazione dei nostri potenziali).
Il connubio tra gelosia e mancanza di autostima è un altro elemento che può essere usato per rimarcare l’importanza di maturare la consapevolezza: la mancanza di autostima è un aspetto della mancanza di consapevolezza e, pertanto, di autoRealizzazione. Valorizzarsi veramente è importante per liberarci dalla gelosia e la vera valorizzazione implica la maturazione della consapevolezza, soltanto consapevolizzandoci possiamo veramente liberarci dall’immaginarci, che impedisce valutazioni veritiere. L’aumento dell’autostima non basata sulla maturazione dell’essere porta a una falsa autostima, perché ci immaginiamo migliori, senza però necessariamente esserlo. Finché ci immaginiamo non possiamo veramente valutarci, e nemmeno valutare altri, perché succubi del proiettare il nostro immaginarci. Per valutarci a fondo dobbiamo ConoscerCi e per ConoscerCi dobbiamo Amare, pertanto AmarCi: in sostanza siamo Amore. Per non cadere nei tranelli concettuali del: valgo, quanto valgo, quanto vale lui/lei?, è utile tenete presente che in un rapporto autentico, l’autostima e la stima reciproca tra i due partner sono comunque fenomeni secondari. Non è tanto questione di stimarsi, quanto di Essere: il rapporto autentico è possibile solo tra due partner Essenti, che Sono, perché Amano consapevoli di essere l’Amore stesso.
Perché subisco la gelosia?
Perché non Amo.
Perché non Amo?
Perché non sono abbastanza consapevole.
Perché non sono abbastanza consapevole?
Cosa devo fare per maturare la consapevolezza?
L’Amore è Salute:
la Salute è Medicina.
Amore e rapporto di coppia Consapevole
Brano tratto dal libro: Rapporto di coppia consapevole (che sto preparado e pubblicherò prossimamente: o in forma di vari articoli o come PDF).
La Ricerca (del) rapporto di coppia.
Il rapporto di coppia è un ambito molto importante per molti, alcuni lo ritengono di fondamentale importanza, molti ne fanno l’investimento principale della loro vita. Eppure, rari sono veramente soddisfatti della propria vita di coppia. Lo scopo primario di questo libro è proprio offrire conoscenze, energie e tecniche necessarie per investire qualitativamente su se stessi e il rapporto, per migliorarne sensibilmente la qualità e realizzarsi anche attraverso la vita di coppia.
Amore in cerca di Sé
Le ragioni per cui si tende al rapporto di coppia sono molteplici, ma la ragione sostanziale è molto semplice. È la ricerca dell’Amore, intesa in due sensi: l’Amore in noi che cerca di esprimersi attraverso il rapporto di coppia e noi che cerchiamo l’Amore attraverso il rapporto di coppia. Dovremmo comunque considerare che questo stato duale -noi e l’Amore- è un fenomeno falsato. In Verità noi siamo Amore e il rapporto di coppia dovrebbe essere, primariamente, un percorso di superamento delle falsità, dovrebbe cioè portare verso la Verità chiamata Amore, in cui scompare la diversità tra noi e l’Amore, perché diventiamo l’Amore stesso. Pertanto, oltre a cercare la realizzazione dell’Amore nel rapporto di coppia, dovremmo favorire la Realizzazione del rapporto nell’Amore, Realizzando noi stessi come Amore.
La ricerca dell’Amore
Per facilitare la comprensione di cosa dovrebbe essere un rapporto di coppia, può essere molto utile sostituire l’idea rapporto di coppia con l’espressione: ricerca dell’Amore.
L’Amore è Colui che cerca e Colui che viene cercato, focalizzandoci sull’Amore il percorso di ricerca si focalizza sull’essenziale. Inoltre, in quanto pura Conoscenza l’Amore ha un enorme potere chiarificatore, possiede un’immensa capacità di dissolvere l’ignoranza su noi stessi e sul mondo, dalla quale derivano anche le difficoltà nei rapporti.
Alcuni aspettano l’Amore della vita lungamente, invano. Attendono che l’Amore entri nella loro vita, ignorando che è già in loro, vita. È irrazionale aspettarsi che l’Amore venga veramente da fuori, come avvenimento esterno. L’Amore è un’esperienza e come tale è sempre interiore, accade nel nostro campo esperienziale. Non si dovrebbe aspettare l’Amore della vita, si dovrebbe andare incontro all’Amore, volgendosi verso l’Amore in se stessi, orientandosi verso quella parte di noi che è Amore, per divenire integralmente Amore: cercare l’Amore fuori significa non trovarlo mai, l’Amore ti sta cercando dentro. Il vero Amore della vita è la Conoscenza di Sé: divenire Amore e ScoprirSi Sua Origine, questa è la Soluzione.
La fonte, il partner, che stimola il nostro Amore può sembrare esterna, ma osservando profondamente si comprende che è interna, anche ciò che percepiamo come partner è una nostra percezione, pertanto un fenomeno interiore. Questo non significa che non esiste un partner esteriore, ma vuole dire che ciò che sperimentiamo come persona amata è una nostra percezione e come tale non può essere esteriore, essendo la nostra percezione in noi. In questo senso, la ricerca della persona di cui innamorarsi è un nostro modo di proiettare la vita per scoprire l’Amore in noi. Si tratta di un capitale evolutivo di cui dovremmo fruire consapevolmente, per crescere spiritualmente e liberarci dalla dipendenza emotiva e non solo. Rimanere all’idea che la ragione del nostro Amore è esteriore è una catena della prigionia emotiva, che impedisce la realizzazione del rapporto e, soprattutto, nostra. Più immaginiamo che la nostra Felicità provenga da fuori, dipenda primariamente dall’esterno, più dipendiamo dal mondo e più ci allontaniamo dalla Felicità. Più siamo, invece, consapevoli di essere noi stessi gli autori della nostra Felicità, più possiamo scoprire il mondo in noi e far trovare al mondo il suo posto in noi, liberandoci dal peso di dover trovare il nostro posto nel mondo e nel rapporto di coppia: non aver bisogno del rapporto di coppia è uno dei segreti per realizzare un rapporto di coppia qualitativo, più dipendiamo dalle cose, dalla persone e dalle circostanze, più siamo loro prigionieri.
Cercando l’Amore, dovremmo tenere presente che l’Amore non tarda mai ad arrivare, anche perché nemmeno può arrivare, è sempre ora – qua. Arrivare all’Amore significa liberarsi dalla percezione che il tempo scorra veramente. Il tempo è sempre, e soltanto, Presente: l’Amore è il puro Presente totalmente presente a Sé. La stagione dell’Amore non viene e non va, è sempre Qua: il Presente non passa mai. Se ci manca l’Amore è perché non siamo Presenti a Sé, ora - qua. Ben venga un rapporto di qualità, come ambito di maturazione della capacità di Amare, ma se vogliamo trovare l’Amore e realizzarci come Amore, dobbiamo cercarLo in noi, maturarci, a prescindere dal rapporto di coppia, che solo se consapevole può far parte della ricerca. www.andreapangos.it
Uomo che insegna all'uomo
L’insegnamento spirituale è anche un insieme di concetti attraverso i quali Dio insegna all’uomo come diventare Dio manifesto pienamente, realizzando la propria individualizzazione e maturando le capacità di esprimere la Consapevolezza Totale, che è lo strumento necessario per esprimere Qualitativamente i potenziali insiti nel non manifesto. Affinché Dio possa veramente insegnare all’uomo, l’essere umano deve diventare Dio manifesto. Soltanto un Maestro Autentico può esprimere Conoscenza Divina dalla prospettiva Divina, essendo lui stesso questa Conoscenza, Prospettiva. www.andreapangos.it
Tempo ordinario e tempi straordinari
Il tempo è relativo per l’individuo ordinario e ancora di più lo è per il ricercatore consapevole. Il tempo prodotto dalla mente poco consapevole è meccanico, ciò che accade all’individuo ordinario è senza creatività, senza innovazione. La ricerca spirituale consapevole (può essere definita ricerca spirituale se non è consapevole?) matura la qualità del tempo, dando spazio alla Spontaneità del Presente, e questo è uno dei motivi per cui è deleterio applicare le dinamiche del tempo meccanico alla tempistica del progresso spirituale, che è anche aprire la porta del tutto è possibile ora-qua; le Vie del Signore sono Infinite, veramente. www.andreapangos.it
Divenire verità
La ricerca spirituale è una ricerca di verità illuminanti, della Verità (Amore) e della Realtà (Origine). Il cercatore dovrebbe pertanto orientarsi a trovare Veritiere fonti di verità, per scoprire la Realtà.
Le verità scritte sono sicuramente utili, usate con qualità. Ben vengano, pertanto, testi spirituali e, soprattutto, benvenuta lettura consapevolizzante: i testi sacri dovrebbero essere oggetto di studio illuminante, non mezzi per esprimere lettura meccanica.
Il ricercatore dovrebbe, però e soprattutto, tendere a cercare verità vive, viventi nella Verità. La Verità è in noi e le verità più profonde possono aiutarci a scoprirLa, ma finché non La toccano, non sono veramente vive; per vivificarle dobbiamo divenire Verità, perlomeno per un attimo soltanto, meglio ancora se perennemente.
Finché non diviene Verità perenne, il ricercatore farebbe bene ad apprendere direttamente da un Maestro Autentico, Verità personificata senza più persone, le cui vive verità aiutano il ricercatore a vivificare le proprie, ConoscendoSi come Amore, Verità esperienziale e soglia per la Scoperta della Realtà, Origine della Verità e di tutte le verità. www.andreapangos.it
Donarsi Consapevolmente
L’interesse consapevole per il mondo non andrebbe confuso con l’attaccamento al mondo. Possiamo essere profondamente interessati al mondo o a qualcuno, senza attaccamento. Si tratta di un modo di rapportarci con parte del nostro esprimerci; possiamo, per esempio, impegnarci consapevolmente e pertanto senza attaccamento ad aiutare chi ne ha bisogno.
È vero che Dio Origine è indifferente al mondo, essendo senza esperienza nemmeno percepisce il mondo, ma è anche vero che l’uomo è una manifestazione attraverso la quale Dio può riconoscerSi, nella misura in cui l’uomo si riconosce in Dio. È vero che tutto ciò che accade è nulla, nel senso che è irReale, perché solamente l’Origine è Reale. In quale misura però i nostri pensieri sull’irRealtà del mondo sono meri concetti e quanto, invece, sono supportati dalla consapevolezza che il mondo è irReale? Siamo veramente consapevoli quando Amiamo e nell’Amore appare la conoscenza che tutto ciò che accade e nulla, sapendo comunque che questo non significa che tutto vada bene: l’ottimale sarebbe un paradosso se tutte le circostanze fossero le migliori; non esisterebbe nemmeno il percorso spirituale visto che la maturazione spirituale porta a discernere ciò che è evolutivo da ciò che è meccanico, a liberarci dall’ignoranza maturando la Conoscenza. È vero che tutto è come deve essere, perché ciò che accade è perché non poteva non accadere, ma la pace è sicuramente meglio del conflitto, la Felicità è certamente più salutare della sofferenza.
Tutto ciò che accade è nulla per la Consapevolezza Totale, ma la Compassione spinge ad aiutare anche chi è super consapevole dell’iRrealtà del mondo, anche se può sembrare non aiutare, perché si dona in modo invisibile. L’aiuto che scaturisce dalla Consapevolezza Totale, che è l’Aiuto sostanziale, non è un aiuto ordinario, è Aiuto Divino: la Compassione è l’Amore che si rapporta verso il prossimo e l’Amore in lui, la Compassione è il rapportarsi dell’Amore con se stesso attraverso le forme che compongono la manifestazione.
Dio ha insito in sé il principio creatore, che permette all’uomo di manifestare anche ciò che esula dall’ordinaria meccanicità della materia e del suo esistere condizionante il futuro in base a ciò che è stato. Manifestare soluzioni che fanno trascendere la meccanicità del mondo, perché espressioni della Spontaneità Divina, è uno degli aspetti più importanti del nostro rapportarci attivamente con l’Origine e ci rende ancora più Divini.
L’Illuminazione non esige l’interazione con il mondo, nel senso di partecipazione “concreta” ai processi della società, eppure l’uomo Illuminato è l’unico che può Illuminare veramente la società e soprattutto chi la compone. Interagire consapevolmente con il mondo è un ottimo modo per conoscerSi come Dio manifesto. Siamo sempre in relazione con ciò che produciamo e tutto ciò che sperimentiamo è un nostro prodotto, fa parte del nostro campo esperienziale, altrimenti non potremmo sperimentarlo. Dialogare consapevolmente con il mondo ci aiuta a consapevolizzare la nostra Divinità manifesta, a maturare ulteriormente le nostre capacità come Dio manifesto, anche se siamo già Illuminati, oppure: proprio perché siamo già Illuminati.
Se aiutavamo quando c’era attaccamento e avevamo poche capacità di aiutare, perché non dovremmo farlo quando siamo liberi dall’attaccamento e dotati di maggiori capacità di aiuto, derivanti soprattutto da una maggior consapevolezza e da maggiori capacità energetiche?
Aiutare consapevolmente, Donare parte del proprio esprimersi, aiuta il ricercatore spirituale a non essere accecato dall’accidia della concettualizzazione spirituale priva di consapevolizzazione, che può portare al considerare nulla la manifestazione, ma con sofferenza: la Verità è Beatitudine, Amore. Il nichilismo Vero è soltanto della Consapevolezza Totale consapevole della nullità di ogni concetto. www.andreapangos.it
La Spiritualità è senza immaginarsi
Dovremmo gettare, senza rigettare, le nostre vesti spirituali: la Spiritualità è senza immaginarsi, pertanto senza vesti. Dovremmo liberarci da tutte le maschere, divenire nudi a noi stessi, Autentici! Bisognerebbe permettere alla Spontaneità Divina di esprimersi pienamente come Noi Stessi, senza maschere, Autenticamente. www.andreapangos.it
Ricercatore spirituale vero, vero eroe di questo di questo universo
La ricerca spirituale profonda è destinata agli eroi che si avventurano nell’ignoto, consapevoli che per scoprire la Spontaneità Divina è necessario liberarsi dalle false certezze offerte dalla superficialità dalla meccanicità dell’uomo ordinario; Il ricercatore spirituale vero è un vero eroe. Non sono ricercatori veri coloro che si occupano della spiritualità in modo meccanico, o meglio che sono sopraffatti dalla spiritualità meccanica, che è soltanto un modo di dire: la spiritualità non può mai essere meccanica, ciò che è meccanico non è spirituale. La spiritualità è il percorso che porta dalla meccanicità comportamentale, emotiva e concettuale, verso la Spontaneità Divina, che usa consapevolmente i comportamenti, le emozioni e i pensieri, per realizzare lo scopo sublime del RiconoscerSi, rendendo Regno dei Cieli in Terra il mondo del ricercatore vero, vero eroe di questo universo.
lunedì 28 novembre 2011
Ognuno è genitore del proprio mondo, e dovrebbe educarlo bene in modo da sperimentarlo costantemente illuminato dall’Amore.
Cosa potresti dirci ancora per aiutarci a comprendere finalmente che i nostri figli sono una percezione prodotta in noi, come il mondo e noi stessi?
I figli non sono percezioni dei genitori, ma esistono come effettivo processo nell’ambito della totalità. Quelli che però il genitore percepisce come figli, non sono “i figli” di per sé, ma sono percezioni che il genitore produce e sperimenta in sé. Ciò che si percepisce fa, chiaramente, parte della percezione, che è sempre interiore e in nessun caso esteriore. Paradossalmente nonostante tutto è uno, più precisamente Uno è tutto non ci può mai essere alcun contatto veramente diretto tra gli individui. Ognuno produce, proietta e sperimenta il proprio mondo in se stesso. In questo senso, ognuno è anche genitore del proprio mondo, e dovrebbe educarlo bene in modo da sperimentarlo costantemente illuminato dall’Amore. www.andreapangos.it
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